Ieri ho ricevuto una lettera anonima, spedita dagli Stati Uniti, precisamente dalla città di Carol Stream, nei pressi di Chicago, contenente insulti volgari, intimidazioni e un linguaggio intriso di odio.
L’attacco è rivolto alla mia persona, quale Sindaco della città di San Giuliano Terme, colpevole – secondo gli autori – di aver accolto nella nostra terra, con umanità e solidarietà, Marah, giovane palestinese, morta dopo essere riuscita a fuggire da Gaza per curarsi a Pisa.
Il fatto che un Sindaco italiano venga insultato e minacciato da oltre oceano per aver accolto con rispetto e dolore una giovane vittima civile dimostra quanto sia profondo il clima di disumanizzazione e di avvelenamento del dibattito pubblico mondiale.
Ma se chi minaccia crede di intimidirci, sbaglia. Profondamente.
Marah non è morta per caso. Marah è morta di genocidio, un genocidio portato avanti dal Governo Israeliano.
È una delle oltre 64.000 vittime civili della carneficina in corso a Gaza, un’area martoriata dove i diritti umani vengono calpestati ogni giorno.
E mentre accadono questi fatti, sconcertano, ancora una volta, il silenzio e l’indifferenza delle istituzioni più alte del nostro Paese.
D’altra parte per essere partigiani serve coraggio, quello che non ha questo governo che cerca di galleggiare sottomesso tra i potenti del mondo per non fare torto a nessuno.
La lettera anonima è già stata trasmessa alle autorità competenti, affinché venga valutata per i possibili profili di reato.
Il nostro Comune continuerà a essere terra di rispetto, memoria e impegno civile.
La solidarietà verso chi soffre e gli oppressi non sarà mai un crimine.
E la voce di chi invoca giustizia e pace – da qualsiasi parte del mondo – non potrà mai essere spenta dall’odio.
Oggi sarebbe stato il ventesimo compleanno di Marah.
Purtroppo non possiamo farti gli auguri, ma possiamo continuare ad impegnarci per contribuire alla fine di questo massacro.
Desidero infine ringraziare di cuore le tante persone, associazioni e realtà istituzionali che, in queste ore, mi stanno inviando messaggi di solidarietà e vicinanza. Non sono solo attestati personali, ma un segnale forte che la comunità, quella vera, respinge l’odio e continua a scegliere l’umanità.

